Pulsatilla

L’Anemone Pulsatilla o Pulsatilla Pratensis appartiene famiglia delle Ranuncolacee.
Ha dei fiori a campanula che oscillano al vento, da cui deriva il nome: “ Pulsa con il vento” (Anemos).
Il succo della pianta è corrosivo per cute e mucose. 
La caratteristica del rimedio omeopatico derivato dalla Pulsatilla, e così chiamato, è la variabilità delle manifestazioni fisiche e psicologiche.
La tipologia è rappresentata da una giovane donna con i capelli biondi, gli occhi azzurri, timida, con cute trasparente e con circolo venoso visibile. Ama la compagnia e ha paura di essere abbandonata, le piace essere consolata, è emotiva e passa dal riso al pianto variando continuamente il suo stato psichico. Pudica, ha disagio nei confronti del sesso opposto. Può anche essere irritabile, capricciosa, permalosa, accentratrice di attenzioni da parte del partner, di amici e conoscenti, contro i quali può avere accessi di rabbia furiosa. 
Desidera alimenti freddi o acidi, dolci, aria fresca. 
A livello fisico la Pulsatilla è utilizzata per geloni, insufficienza venosa, cefalea postprandiale, congiuntiviti e otiti con secrezioni gialle, riniti con ostruzione nasale, bronchiti con tosse secca che peggiora di notte, amenorrea, dismenorrea, leucorrea giallastra, uretriti non irritanti, dolori articolari migranti

Il barone Clemens Maria Franz Von Boenninghausen nacque in Olanda nel 1785. Si laureò in legge presso l’Università di Groeningen e ricoprì cariche presso la corte del re d’Olanda Luigi Napoleone fino al 1810. Dopo essersi sposato e trasferito in Prussia, dal 1812 si dedicò all’agricoltura e alla botanica e nel 1816 gli fu offerta la carica di Presidente della Corte Provinciale di Giustizia per il distretto della Vestfalia. Il suo incarico era di valutare i terreni di Renania e Vestfalia. Iniziò a viaggiare e pubblicò un libro sulla flora di quelle zone, accrescendo ancor più la sua fama di esperto botanico e fu nominato Direttore Generale dei Giardini Botanici di Munsten.
Nel 1827 cominciò a stare male. Due medici concordarono sulla diagnosi: Tubercolosi purulenta. 
Nella primavera del 1828 peggiorò fino al punto di perdere ogni speranza e scrisse una lettera d’addio ad un suo amico botanico il dottor Weihe, medico omeopata. Boenninghausen non era a conoscenza del fatto che il suo amico fosse medico ed anche omeopata, lo conosceva solo come botanico.
Weihe gli rispose di riferirgli i suoi sintomi e gli inviò della Pulsatilla omeopatica che lo guarì prima della fine dell’estate. Da allora Boenninghausen studiò il metodo omeopatico e fece nuovi adepti tra i medici che conosceva, fino a che il re Guglielmo Federico IV, nel 1843, lo autorizzò a praticare la medicina. Dal 1831 al 1864, anno della sua morte, scrisse sedici opere riguardanti l’Omeopatia, fondò l’associazione dei medici omeopati di Vestfalia e uno dei figli, omeopata anche lui, si trasferì a Parigi dove sposò la figlia adottiva della vedova di Hahnemann (il fondatore dell’Omeopatia). 
Voglio far notare come il rimedio omeopatico Pulsatilla ha non solo guarito Boenninghausen da una grave malattia, ma gli ha anche cambiato la vita, poiché da quel momento lui ha iniziato a studiare e divulgare l’Omeopatia per il benessere di tutti.

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