Influenza e Sistema Neurovegetativo

I genitori di bimbi piccoli che vanno alla scuola materna, sono sconvolti perché i loro figli si ammalano sempre durante i fine settimana. 
In una giornata abbiamo un'alternanza d'azione del sistema neurovegetativo. 
Alle sette di mattina ci alziamo per andare a lavoro o a scuola e il nostro metabolismo mette in funzione il sistema ortosimpatico, quello dell'attività, con le ghiandole surrenali che stimolano adrenalina, noradrenalina e cortisolo, ormoni tonificanti e che servono come risposta agli eventi stressanti della giornata. Col passare delle ore e fino alle 17.00-18.00 si ha il massimo d'increzione di questi ormoni che rafforzano le nostre energie favorendo l'attenzione e la forza. Dalle 18.00 in poi si ha un calo di ortosimpatico e una maggiore secrezione di acetilcolina ormone che è attivato dal sistema parasimpatico, quello del rilassamento e del riposo. 
Di sera siamo stanchi e ci addormentiamo davanti al televisore. Abbiamo dato fondo a tutte le nostre energie. 
Lo stesso ciclo avviene nella settimana. 
Lunedì inizia la secrezione di ortosimopatico, mercoledì è al massimo, venerdì sera inizia ad agire il parasimpatico. Sabato e domenica siamo rilassati e tranquilli, ma il nostro organismo in parasimpatico non ha più le difese attive dell'adrenalina, della noradrenalina e del cortisolo, ormoni che sono anche i migliori antiflogistici e quindi i maggiori difensori dell'organismo dalle malattie infettive. 
I bimbi piccoli durante la settimana esauriscono la quantità di ormoni del sistema simpatico e dato che non riescono a ricaricarsi per il lunedì successivo, si ammalano in parasimpaticotonia. Il corpo deve riposarsi per ricaricare le batterie. I genitori naturalmente tengono i figli a casa tutta la settimana seguente. Li rimandano a scuola materna il lunedì successivo, il ciclo orto e parasimpatico si riattiva e il sabato stanno di nuovo male. 
Quando uno stress supera di molto le possibilità del nostro sistema ortosimpatico, andiamo in parasimpaticotonia e le nostre difese si abbassano. Quante volte sentiamo i pazienti pronunciare frasi del tipo: “Sono così stressato che non ce la faccio più, quasi quasi mi ammalo e resto a casa a riposare”. Sembra la frase di uno che ha poca voglia di lavorare, ma è solo un meccanismo di difesa che inconsciamente la nostra psiche mette in azione per proteggerci. 
L'influenza non è quindi derivata da un qualche virus, altrimenti dovremo tutti essere malati, poiché i virus sono nell'aria che respiriamo. Quando il surrene si esaurisce, dobbiamo ricaricarlo. Se non ci riusciamo in modo naturale ricorriamo alla malattia. 
La malattia è la manifestazione finale di tentate regolazioni interrotte prima di raggiungere l'equilibrio, o tentate regolazioni cronicizzate dal persistere dello stress. 
L'influenza è il modo più banale di esprimere il parasimpatico con il calore e l'infiammazione. 
“Togliere una tossina crea lo spazio per un'altra tossina”. Non sono quindi utili i vaccini, ma il ripristino della capacità del sistema per far fronte in modo fisiologico agli stress quotidiani.

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