Organon

Nel 1810 C.S:Hahnemann, l'ideatore dell'Omeopatia, divulgò al mondo la sua grande scoperta. Fece conoscere le sue teorie col libro intitolato :”L'Organon (strumento) dell'arte di guarire”. 
In quegli anni Napoleone imperversava in Europa per costruire il suo impero. 
Una scoperta di oggi, nel giro di qualche ora fa il giro del mondo tramite Internet o i mezzi di comunicazione di massa. Un libro allora cambiò il modo di fare medicina. 
Il libro è diviso in paragrafi e inizia così :”La più elevata, e al tempo stesso l unica vocazione del medico, consiste nel restituire la salute alle persone malate, cioè nel guarire.” 
Il suo compito non consiste nell'inventare sistemi teorici, né nell'usare parole incomprensibili che nascondono la difficoltà di trovare una corretta diagnosi e quindi un'altrettanto valida terapia. 
Notiamo che non ha scritto “curare”, ma “guarire”. Il paziente non deve prendere medicinali in modo continuativo, che tamponino in modo limitato il suo stato di malessere, senza mai arrivare ad una guarigione, ma deve guarire in modo definitivo senza aver più bisogno di farmaci. 
Il secondo paragrafo ribadisce questa affermazione spiegando che l'ideale terapeutico deve ristabilire lo stato di salute in modo rapido, dolce e permanente agendo quindi per la via più breve, più sicura e meno dannosa. 
Spiega poi che il medico deve avvalersi di tutti i mezzi possibili a sua disposizione per determinare: nelle malattie acute la causa; nelle croniche le fasi evolutive più significative, tenendo conto della costituzione fisica del paziente, del suo carattere, delle sue attività, del tipo di vita con le sue abitudini, della sua situazione sociale, dei rapporti con i familiari, dell'età, della sua alimentazione. 
Per raggiungere una terapia adeguata, ci vuole una anamnesi che sia la trascrizione di quello che il paziente dice. Sono importanti le modalità di comparsa dei sintomi, cioè a che ora è apparso, quanto dura, in quale posizione del corpo è maggiore o minore, dove è localizzato, come migliora o peggiora. Per esempio un dolore che migliora col riposo richiede un rimedio diverso da uno che migliora col movimento. 
In seguito spiega quali rimedi naturali usare. Qui è forse il primo sperimentatore dei medicamenti. 
Li sperimenta su individui sani, in dosi modeste, ciascuno separato dagli altri. Valuta quali sintomi, perturbazioni o alterazioni provocano su questi soggetti, e li prescrive in dosi infinitesimali ai pazienti che lamentano gli stessi sintomi.
Checché ne dicano i detrattori che non ammettono la sperimentazione omeopatica, Hahnemann era molto rigoroso nei suo esperimenti, tanto che non rivelava a nessuno il nome della sostanza sperimentata. Su dieci sperimentatori, per esempio sei avevano male alla testa al mattino, sintomo di importanza 3. Quattro avevano acidità dopo un pasto, sintomo di importanza 2. Due avevano disturbi al ginocchio salendo le scale, sintomo di importanza 1. 
Ha raccolto poi i vari sintomi che si presentavano agli sperimentatori in una Materia Medica pura, opera in sei volumi pubblicati dal 1811 al 1821 che racchiude un'ottantina di rimedi di origine vegetale, minerale ed animale, quelli da lui usati nell'arco della sua lunga vita, vissuta dal 1755 al 1843, per guarire i pazienti. 

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