Aconitum Napellus "l'acuto"

L'Aconitum è una pianta delle Ranuncolacee, che raggiunge il metro d'altezza, con foglie verdi superiormente e biancastre inferiormente. Contiene aconitina e acido aconitico che sono velenosissimi e agiscono sui centri nervosi con un'azione paralizzante. Era già usato dai Greci al posto della Cicuta per eseguire le sentenze di morte. In Omeopatia è utilizzato in particolare per le malattie che si presentano in modo rapido, acuto in seguito a freddo secco o a colpi di sole e di calore, la sera, la notte e in una camera calda, dopo uno spavento (amenorrea, angina, infarto). È indicato per ansietà, agitazione e paura della morte, quando il paziente ne predice l'ora ("sto così male che morirò alle 5") e richiede la presenza di un medico. Nell'ipertensione arteriosa acuta, nelle otalgie specialmente notturne, nelle cefalee ed emicranie, nelle nevralgie e paralisi facciali e dentali, con dolori intollerabili dovute a freddo secco, nelle sindromi del tunnel carpale, nell'insonnia da paura, nelle emorragie improvvise dal naso, dalla bocca, dal retto, dall'utero che terrorizzano il paziente. 
È uno dei rimedi omeopatici più conosciuti dalle mamme perchè è utilissimo all'inizio dell'influenza. Il soggetto ha mani bollenti e piedi gelati, ha il viso arrossato se disteso, impallidisce seduto sul letto, ha sete intensa d'acqua fredda perchè è l'unico alimento in cui non percepisce sapore amaro. 
Con febbre alta, secchezza della pelle e agitazione, si prescriverà Aconitum. 
Con febbre e sudorazione Belladonna. Aconitum è anche contenuto in vari preparati Omeopatici complessi. I sintomi miglioreranno col riposo e all'aria aperta. 
Un collega della medicina allopatica chiese al dottor Burnett, medico omeopata inglese della metà dell'Ottocento, di elencargli 50 ragioni per essere omeopata. Lui gliele scrisse in varie lettere che raccolte formarono un libro molto interessante. Nella prima di queste spiega che si era avvicinato per caso all'Omeopatia, che studiava i libri sull'argomento di nascosto per paura di sfigurare con i colleghi. Lavorava allora in accettazione pediatrica, dove entravano bambini con febbre e dopo alcuni giorni di cure erano spostati in altri reparti con malattie più gravi. Burnett leggendo che l'Aconitum guariva la fase febbrile iniziale, ne prese un piccolo quantitativo che aveva in studio, lo preparò per farlo diventare omeopatico e lo diede a metà dei bambini che entravano nel suo reparto continuando a trattare l'altra metà con cure tradizionali. Naturalmente non disse a nessuno che si trattava di un farmaco omeopatico (le infermiere lo chiamavano "il rimedio per la febbre del dottor Burnett"). Si accorse che i piccoli trattati con Aconitum miglioravano ed erano dimessi, mentre gli altri peggioravano e dovevano essere spostati negli altri reparti. Non era però ancora convinto. Un lunedì e un martedì mancò dall'ospedale e quando ritornò il mercoledì la suora infermiera gli disse: "Dottore, lei deve dimettere i bambini, perché io mi sono stancata che faccia ancora esperimenti e mi sono permessa di dare a tutti il suo rimedio per la febbre, così ora sono tutti guariti". Burnett stupefatto affermò che da quel momento avrebbe usato sempre l'Aconitum. "Questa", scrisse al collega, "è la mia prima ragione per essere Omeopata". 

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